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Laura Fasiolo sulla Zona Economica Speciale

E’ stato accolto in Senato l’Ordine del Giorno della Senatrice PD Laura Fasiolo per la realizzazione di un tavolo di confronto con l’Unione Europea per la realizzazione della Zona Economica Speciale – la cd. ZES. Ecco l’articolo di oggi de Il Piccolo:

In Senato va avanti anche la Zes. Una zona franca solo per l’Italia
Oltre alla Zese, c’è la Zes. Un progetto, che riguarderebbe solo il territorio italiano, su cui sta lavorando la senatrice Laura Fasiolo (Pd). «Nell’aula del Senato è stato accolto un mio ordine del giorno alla “Manovrina” in cui si impegna il Governo ad aprire un tavolo di confronto con l’Unione Europea per la realizzazione della zona economica speciale». Ad annunciarlo la stessa Fasiolo. Che aggiunge: «La Zes è una zona geografica dotata di una legislazione economica differente da quella in atto nella nazione di appartenenza: essa è finalizzata all’attrazione di investimenti produttivi anche esteri, al rilancio del tessuto produttivo, dell’occupazione, della competitività e dello sviluppo dei territori di riferimento. L’obiettivo della Zes – spiega – è ridurre il regime impositivo, al fine di agevolare una rapida crescita economica delle zone interessate». «Mi auguro che il Governo voglia valutare le procedure e le modalità per la realizzazione anche nel nostro Paese di zone economiche speciali in determinate aree territoriali che presentano una situazione di particolare difficoltà economica e produttiva o che subiscono, come nel caso delle città contigue di Gorizia/Nova Gorica, in ragione della prossimità territoriale con altri Stati, svantaggi competitivi derivanti da differenti livelli di imposizione fiscale a carico del sistema economico produttivo.Rilanciare la competitività e l’occupazione in determinate aree svantaggiate – specifica Fasiolo – deve essere uno degli obiettivi dell’azione di governo». Secondo la senatrice, c’è bisogno del massimo coinvolgimento se si vuole dare impulso ad una economia in difficoltà proprio su un versante, quello fiscale, che risente della disparità di trattamento in un’ottica di mercato e concorrenza tra i Paesi europei contermini. «Ricordo infatti che la Zes è prevista dall’ordinamento europeo, ma che finora non si sono registrate esperienze in Italia, come ho avuto modo di riferire in un precedente comunicato stampa. E, come ho cercato di spiegare al Ministero, in particolare a Padoan, al viceministro Morando e al sottosegretario Baretta, il modello Polonia, previsto recentemente dal nostro Governo per il Sud, non può prescindere alche da queste aree confinarie in sofferenza. Si tratterebbe dunque di una importante esperienza-pilota per una zona il nostro Paese in particolare difficoltà, che porrebbe la regione Friuli Venezia Giulia all’avanguardia nella ricerca di forme inedite di rilancio dell’economia, degli investimenti, del lavoro». «L’incontro di due settimane fa con lo staff del Ministro Padoan e i dirigenti tecnici delle Finanze richiede di un sottile e complesso lavoro con l’Europa e Regione Fvg. A questo fine siamo in stretta connessione con gli Europarlamentari Isabella De Monte e Gianni Pittella, Presidente del Gruppo S&D (Socialisti e Democratici) nel Parlamento europeo. Un lavoro in salita, ma realizzabile». (fra. fa.)

Zes e rilancio economico di Gorizia: appuntamento domani mattina

Domani mattina, alle ore 11.30, c/o il Gorizia Palace Hotel si terrà un appuntamento sul tema del rilancio economico del territorio ed in particolare modo dello strumento ZES.

Tra i relatori: la Sen. Laura Fasiolo, l’europarlamentare Isabella De Monte, il Sottosegretario Ministero dell’Economia e Finanze Pier Paolo Baretta, Marco Rossi segretario provinciale del Partito Democratico ed infine il candidato Roberto Collini – Sindaco.

Fasiolo: Presentato al Senato il disegno di legge per l’istituzione della Zona Economica Speciale (ZES)

Il 28 ottobre è stato presentato al Senato il DDL 2584 sulla ZES ( Zona Economica Speciale) nelle aree confinarie del FVG, una diversa e più recente formulazione della Zona Franca Urbana. Un DDL che circoscrive in maniera puntuale l’azione del provvedimento, con sgravi fiscali e finanziamenti ad hoc che dovrebbero dare sollievo a un’area che è diventata depressa. La ZES è prevista e applicata dall’Ordinamento europeo, ma non vi sono esperienze di ZES in Italia. Il DDL è finalizzato all’istituzione di una ZES nelle aree territoriali della Regione FVG confinanti con Austria e Slovenia. L’idea alla base di una ZES nelle suddette aree territoriali è che può stimolare una rapida crescita economica. La ZES è una zona delimitata all’interno di uno Stato in cui sono applicate specifiche leggi finanziarie ed economiche, redatte con l’obiettivo di attrarre investitori stranieri che potrebbero essere interessati a produrre, scambiare e commerciare in una zona dove ricevono un trattamento di favore sia dal punto di vista fiscale e burocratico sia dal punto di vista logistico. All’interno della ZES le tasse sono ridotte e le aziende che vi si insediano pagano tariffe più basse.

Le agevolazioni – precisa la sen Fasiolo – non solo favorirebbero il rilancio di un’area economicamente in via di impoverimento industriale, ma permetterebbero anche di consolidare le attività di transhipment, che comunque rimangono il motore primario di tutto lo sviluppo economico dell’area, favorendo la capacità dei porti di Monfalcone e di Trieste di competere con i porti dell’Adriatico, dei Paesi europei, ovvero con Paesi extra-europei. La ZES appare dunque la ricetta ideale per rilanciare gli investimenti diretti esteri (FDI) in Italia, catalizzando l’interesse dei grandi gruppi internazionali che oggi non sono in Italia e creando, dunque, occupazione e sviluppo economico. Come ampiamente dimostrano le ZES presenti nel mondo, in Europa e in particolare in Polonia, i benefici attesi sono in misura nettamente superiore alle perdite che l’erario dovrebbe sostenere per realizzare il sistema di incentivazione dal momento che si tratta di entrate fiscali oggi inesistenti. In altre parole, se si considerano soltanto i benefici e gli oneri marginali che derivano dall’istituzione di una ZES nelle aree territoriali della Regione Friuli Venezia Giulia confinanti con l’Austria e la Slovenia, il saldo rimane di gran lunga favorevole