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L’interrogazione presentata ieri da Marco Rossi in Consiglio comunale

Ecco il testo dell’interrogazione presentata ieri sera dal capogruppo PD, Marco Rossi, durante il Consiglio comunale in merito alla mostra LIMES, censurata dalla Giunta comunale.



Oggetto: annullamento della mostra “Limes” proposta dal gruppo “Koinè”

5 domande per l’Assessore Oreti (più una per Pettarin)

Di recente grazie ad un comunicato pubblicato sul quotidiano il Piccolo la cittadinanza è potuta venire a conoscenza che il gruppo di artisti “Koinè”, che da oltre 25 anni promuove ed organizza esposizioni d’arte contemporanea, aveva rinunciato all’organizzazione di una mostra denominata “LIMES” che si sarebbe dovuta realizzare a Gorizia e a Nova Gorica dal 2 ottobre al 2 Novembre 2017.

Come noto, le motivazioni con le quali il sodalizio artistico rinunciava all’esposizione e, con esso, anche alle esposizioni di alcuni artisti locali, ricompresi nell’iniziativa, sono state esposte nella lunga e dettagliata lettera inoltrata anche alla stampa e pubblicata anche sui social network.

1. Conferma quanto si legge nell’email attribuitale e diffusa dove si legge, testualmente, che “ per l’installazione nr. 22 (comunità recintate) il pannello di 3 metri X 5 (muro) purtroppo non potrà essere inserita nella mostra perché intaccherebbe la sensibilità dei cittadini considerato il delicato momento storico-sociale”? E che, ancora, nella stessa email chiedeva anche “ per l’installazione nr. 19 (il banchetto) in piazza Vittoria chiediamo una dichiarazione e/o una variazione nel testo in cui si esplicita che non nel tavolo degli 8 commensali non è inserita l’Italia”?

2. Può chiarire all’aula che cosa intendeva, precisamente, per “delicato momento storico-sociale”, a cosa si riferiva e se ritiene che ricordare l’esistenza di un confine che attraversava, fino a poco più di dieci anni fa, la nostra città, non sia invece parte del patrimonio storico culturale che Gorizia consegna alle nuove generazioni e alle altre città d’Europa come monito affinché non si ripetano più gli orrori che hanno diviso popoli vicini nel XX secolo?

3. Conferma che, nel corso del mese di luglio e ancora a inizio agosto, erano continuati contatti con i proponenti dell’iniziativa, così che nulla poteva dare a presagire agli organizzatori che vi sarebbe stato un improvviso intervento dell’amministrazione sui contenuti della stessa iniziativa. E che peraltro erano stati definiti e risolti, di concerto con la Polizia locale, anche gli aspetti logistici dell’iniziativa, ad esempio spostando il c.d. “muro” (installazione n.22) da Via Rastello a Via Garibaldi, e che quindi gli organizzatori avevamo mostrato disponibilità e solerzia a individuare le soluzioni più idonee per non recare disagio alla cittadinanza?

4. Può chiarire all’aula, inoltre, signor assessore, se si ritrova nell’articolo 33, comma primo, della Costituzione repubblicana, dove si esprime testualmente che “L’arte e la scienza sono libere e libero ne e` l’insegnamento”? E se ritiene che il suo operato, configurandosi come una sorta di censura preventiva non sulle modalità ma proprio sui contenuti della stessa, abbia violato l’art.33 della Costituzione ma soprattutto, e molto gravemente, configuri un controllo politico sull’arte che speravamo di non dover mai più vedere e che ci riporta ad un passato molto più fosco?

5. E ancora, non crede che la figuraccia rimediata determinerà anche un grave danno all’ipotesi di co-candidatura al fianco di Nova Gorica a capitale europea della cultura, tenuto conto che nessun problema vi era a Nova Gorica in merito alla mostra e che a causa del suo operato non si potrà tenere nemmeno là ma, soprattutto, che inevitabilmente un episodio come questo verrà valutato dai decisori europei e non potrà che essere giudicato negativamente?

All’Assessore Pettarin

6. Da ultimo: Non ravvisa elementi di incoerenza nella politica di bilancio seguita negli ultimi due mesi, con la quale si intendevano finanziarie dapprima il fallimentare concerto dell’8 agosto e ora una mostra, per circa 4 o 5 mila euro ciascuna, non nell’ambito di una programmazione complessiva ma su richiesta di singole associazioni, mentre per anni e anni lei stesso da assessore al bilancio ha continua a perorare una politica di bilancio restrittiva, dobbiamo interpretare questo come un cambio di indirizzo o semplicemente mancanza di programmazione? O intemperanza dell’assessore alla cultura?

 

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