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Lettera aperta di Franco Perazza al Presidente del Gect-Go Robert Golob

Gentile Presidente Robert Golob,

in occasione dell’incontro tenuto il giorno 28 ottobre 2017 dal titolo “L’Europa che vogliamo”, per l’avvio dei progetti del Gect-Go, il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor ha invitato a “cogliere ogni occasione per migliorare ulteriormente la collaborazione fra le tre città”, e ha inoltre sollecitato l’avvio di un dibattito che porti “all’elaborazione di una strategia comune a lunga scadenza per il territorio transfrontaliero”.

I Sindaci di  Gorizia, Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba  si sono dichiarati decisamente aperti e favorevoli a nuove proposte per uno sviluppo integrato del nostro territorio.

Lei, Signor Presidente, ha affermato che quella era veramente una “giornata importantissima”.

Il 26 ottobre 2016 il Presidente della Repubblica Italiana, in visita a Gorizia assieme al Presidente Borut Pahor, aveva dichiarato: “ L’Unione Europea, l’unione dei popoli europei, dei cittadini dei nostri Paesi è un progetto di grande valore che va coltivato quotidianamente, anche per rimuovere le imperfezioni, le contraddizioni, per migliorarlo sulla base di una critica anche severa, ma costruttiva, attenta, e soprattutto sulla base di spinte ideali all’altezza dei tempi e della storia”.

Avendo ancora in mente l’eco di tutte quelle parole, come componente dell’Assemblea desidero avanzare a Lei, Signor Presidente, la proposta che Gect-Go si assuma il compito di sostenere la candidatura delle tre città Gorizia, Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba – tra loro accomunate nell’ambito del Gect-Go – al titolo di “Capitale europea della cultura” per l’anno 2025.

L’istituzione della “Capitale europea della cultura”, nata nel 1985 per riavvicinare i popoli europei, ha assunto negli anni una importanza sempre maggiore.

Suo obiettivo primario è quello della valorizzazione della ricchezza e della diversità delle culture europee e i loro tratti comuni, del miglioramento della conoscenza che i cittadini europei hanno gli uni degli altri, della presa di coscienza dell’appartenenza ad una medesima comunità europea, della promozione del turismo a livello europeo.

Ricevere la designazione di “Capitale europea della cultura” permette di accedere ad una ribalta europea ed internazionale che determina vantaggi in termini culturali, sociali ed economici di notevole rilievo. Si è stimato che a fronte di 1 euro investito si generano dagli 8 ai 10 euro, con significative e positive ricadute in termini di crescita e di occupazione. Ne deriva un potenziamento complessivo dello sviluppo della città, con particolare riferimento al turismo culturale.  Il titolo viene assegnato ad una città sulla scorta della valutazione data allo specifico programma culturale per l’anno di designazione, che non premia il passato ma il “nuovo” che la città, in questo caso le nostre tre città, dimostrano di saper programmare e produrre..

Le realizzazioni, le infrastrutture, le reti, le sinergie avranno carattere duraturo e gli effetti benefici si dilateranno nel tempo.

Oltre alla bontà del progetto risultano determinanti una struttura solida per la sua gestione e un adeguato finanziamento da parte degli enti pubblici. Ne consegue che il percorso richiede fin dall’inizio un forte ed esteso consenso politico e deve poter disporre delle competenze necessarie ad avviare e seguire le complesse procedure per accedere alla candidatura e ai finanziamenti ad essa collegati.

E’ dimostrato che le città candidate hanno tratto grande beneficio dallo stesso lavoro di preparazione, per lo slancio culturale che ne è derivato e per le sinergie attivate.

Se è vero che elemento favorente l’accesso alla candidatura è la dimensione europea del programma, è vero che le nostre tre città costituiscono un modello di riferimento riconosciuto dalla stessa UE.

Concludo col dire che ho scelto la modalità della “lettera aperta” come primo passo per formulare la mia proposta sia per adesione al principio di partecipazione attiva della cittadinanza indicato nelle Linee di indirizzo, sia per la speranza di suscitare un dibattito e un coinvolgimento dell’Assemblea, dei cittadini, dei partiti e delle istituzioni culturali del nostro territorio.

La ringrazio per l’attenzione.

Franco Perazza, componente della Assemblea del Gect-Go

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