#Lavoro #Sanità #Sociale #Comunità

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#Ambiente #Isonzo #Gorizia

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Sanità. Perazza: Stiamo toccando il fondo, non lasceremo che si continui a impoverire la sanità pubblica

“Adesso basta, abbiamo toccato il fondo, la realtà non può più essere taciuta. Non lasceremo che si continui a impoverire la sanità isontina e a mortificare i suoi operatori ”. Questo l’allarme lanciato da Franco Perazza e da Paolo Fogar, rispettivamente responsabili Sanità e Sociale della Segreteria provinciale del Partito Democratico. A far scattare i due dirigenti è stato il comunicato apparso lunedì scorso nel reparto di ortopedia del presidio ospedaliero di Gorizia, in cui si avvertiva che “a causa della continua mancanza di personale, la segreteria degli ambulatori di ortopedia rimarrà chiusa sine die”. Ultimo anello di tanti segnali, come lo è il grido di allarme proveniente dall’ambulatorio pediatrico di Monfalcone, così come dalla maggioranza dei servizi, ma che solo i vertici aziendali pare non sentano. Nessuna novità dunque ma solo “l’evidenza della drammatica carenza di personale dei nostri servizi sanitari più volte denunciata, ma sempre negata dai vertici aziendali attraverso roboanti annunci di investimenti e dichiarazioni rassicuranti” che questo ultimo episodio smaschera impietosamente. Questi,  secondo i dirigenti, non sono altro che i primi effetti derivanti da una riforma sanitaria che ha come principale intento quello “di impoverire il territorio isontino e di avviare una  privatizzazione forzata del nostro Servizio Sanitario Regionale dopo averlo ridotto allo stremo”. Questa tesi trova conferma  nell’affidamento di parte del lavoro del Pronto Soccorso a Monfalcone dove appare evidente la strategia di logoramento di un servizio per poi intervenire non assumendo il personale necessario ma affidandolo al privato convenzionato. “Il Partito Democratico provinciale non permetterà che la riforma sanitaria del Centrodestra distrugga il patrimonio di competenze e professionalità dei nostri operatori e  che trasformi i cittadini dell’isontino in una categoria di utenti di serie B rispetto a quelli residenti in altri territori più forti”.

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