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Consorzio Universitario: maggioranza salva per un solo voto

Mozione del PD per salvare il Consorzio Universitario. In Consiglio comunale l’opposizione sfiora il risultato con la mozione presentata dal Partito Democratico per dire no alla cancellazione del Consorzio. La maggioranza si salva per un solo voto tra defezioni e distinguo al momento del voto.
A tarda notte il Consiglio comunale vota la mozione, presentata dall’opposizione e illustrata dal primo firmatario, il capogruppo del Partito Democratico, Marco Rossi, per dire no alla liquidazione del Consorzio Universitario. La cancellazione dell’ente che promuove lo sviluppo dell’università a Gorizia era stata proposta dallo stesso sindaco Ziberna nelle scorse settimane, trovando da subito molti contrari: “Una proposta davvero autelesionista. Un ente finanziariamente sano e impegnato in numerose attività, che vede sedersi al tavolo enti diversi per promuovere la presenza universitaria a Gorizia e che lo stesso Comune propone di cancellare. Davanti alle decine di spogliazioni che Gorizia subisce, oggi ci troviamo a vedere lo stesso Sindaco che propone di “spogliare” Gorizia: è surrele!”, è la denuncia del Partito Democratico.
“Consorzi Universitari ne esistono a decine in tutta Italia a conferma del ruolo istituzionale che hanno come cabine di regia della promozione universitaria nelle sedi distaccate”, aveva detto Rossi in occasione del Consiglio comunale, ricordando i numeri della presenza universitaria in città: 724 iscritti dell’Università di Trieste tra Scienze diplomatiche e Architettura (quest’ultima con un incremento del 50% nelle immatricolazioni in quest’anno accademico), e 1.092 per l’Università di Udine. In totale 1.816 iscritti nell’anno accademico 2018/2019. “L’Università rappresenta, nei fatti, una delle principali “industrie” di Gorizia, se non per gli addetti diretti, certamente per l’indotto che essa crea a beneficio dell’economia cittadina”, ha ricordato Rossi. Attività commerciali, locali, affitti, che beneficiano della presenza universitaria. “La scelta di trasferire le competenze all’Isig, ente che si occupa di tutt’altro, è incomprensibile e assolutamente poco chiara. Una scelta così non può essere fatta con questa leggerezza. Oggi il Consorzio Universitario è un interlocutore istituzionale dei due atenei, deputato proprio a far parlare con una voce sola tutti i soggetti del territorio che finanziano e sostengono la presenza universitaria a Gorizia: una presenza che è stata una scelta strategica lungimirante, oltre trent’anni fa, rappresentando l’unica vera novità di cui ha beneficiato Gorizia. Ora rischiamo con la scelta del Sindaco di “darci la zappa sui piedi” da soli, senza che ce ne fosse peraltro alcun motivo, visto che il Consorzio è in buona salute”.
Al momento del voto, complice l’ora tarda e le molte defezioni tra i banchi dei consiglieri di centrodestra – a fronte di un’opposizione presente al completo – la mozione ha avuto 16 voti favorevoli e 17 contrari, sfiorando l’approvazione per un solo voto di scarto: un risultato che, se raggiunto, avrebbe obiettivamente rappresentato una plateale smentita di quanto affermato dal Sindaco Ziberna nelle scorse settimane. Ziberna si era infatti pubblicamente espresso più volte per la soppressione del Consorzio Universitario, di cui il Comune è il principale socio, e il trasferimento delle sue funzioni in parte all’ISIG (l’istituto di sociologia internazionale con sede a Gorizia) e in parte all’Ardiss (l’agenzia regionale per il diritto allo studio universitario). Ma, evidentemente, non tutti nella maggioranza hanno condiviso questa scelta.

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