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Intervento di Marco Rossi relativo agli orari di apertura del Mercato Coperto

Nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 12 marzo il nostro capogruppo Marco Rossi ha svolto un’interrogazione sugli orari di apertura del Mercato Coperto: dal 1° febbraio l’orario è stato infatti spostato dalle 7 alle 7.30 e diversi esercenti hanno lamentato questa scelta. Chi l’ha deciso e perché? L’Assessore Sartori al quale abbiamo rivolto l’interrogazione ha promesso di chiarire presto come è stata assunta questa decisione che, al momento, sembra essere senza “genitori”, ovvero non si sa bene perché e come sia stata presa. Riusciremo a saperne di più? Il mistero intanto continua…

 

Qui sotto il testo dell’interrogazione di Marco Rossi, capogruppo PD in Consiglio comunale.

 

All’Assessore ai Mercati, SARTORI
Oggetto: orario di apertura del Mercato Coperto
 
A decorrere dal 1° febbraio 2018 l’orario di apertura del Mercato Coperto è stato posticipato dalle ore 7.00 alle ore 7.30.
Di tale fatto diversi esercenti comunicano di non essere stati informati adeguatamente né in riguardo al cambiamento d’orario né peraltro circa le ragioni dello stesso né infine di aver sollecitato alcuna modifica di orario. Addirittura, alcuni esercenti sostengono, e lo riporto a titolo di ipotesi alquanto bizzarra tanto più se corrispondente al vero, che il cambio di orario sarebbe dovuto ad un mero errore materiale.
A tal proposito, va evidenziato che:
      Negli esercizi all’interno del mercato e quelli rivolti all’esterno trovano lavoro 78 persone; il Mercato è una delle strutture simbolo del centro storico cittadino e lo stesso Consiglio comunale ha più volte dibattuto circa la necessità di valorizzarlo anche dal punto di vista architettonico.
      Con l’arrivo della primavera – per ovvie ragioni di luminosità – risulta tanto più agevole un’apertura del Mercato ad un orario anticipato.
In un articolo riportato dal quotidiano Il Piccolo il 15 febbraio scorso, l’assessore afferma (la citazione è virgolettata sulla stampa): “La decisione comunque sarà stata presa per delle precise richieste. Probabilmente gli uffici avranno fatto fronte a delle esigenze che saranno pervenute loro”.
Chiedo pertanto:
a.    Da chi è stata assunta la decisione circa il cambio di orario di apertura e quali gli estremi dell’atto?
b.    Quali sono le motivazioni alla base della decisione? 

Centinaia i parcheggi mancanti a Gorizia: giusta la protesta dei commercianti

La carenza di parcheggi soffoca la città e fa morire i negozi, ed è uno dei gravi errori dell’amministrazione Romoli, per cui la protesta dei commercianti, riemersa recentemente, è pienamente giustificata e condivisibile. Il taglio di centinaia di parcheggi è stato provocato dalla pedonalizzazione di piazza Vittoria e delle vie Rastello, delle Monache, Mazzini, Garibaldi e Corso Verdi, ma anche dalla ristrutturazione di molte strade e piazze, come il tratto di via Brass sopra la Valletta del Corno, via Diaz, la parte di Corso Verdi aperta al traffico, e recentemente Piazza Municipio. Ben vengano interventi di questo genere, ma andavano realizzati contemporaneamente alla creazione di parcheggi sostitutivi a corona del centro, come faceva il piano del traffico approvato nel 2004 dalla Giunta Brancati, che prevedeva i seguenti nuovi posti auto: 74 in via Rotta (laterale di via Roma), 148 in via Crispi (parcheggio a due piani al posto della pompa di benzina), 195 in via Santa Chiara. Inoltre si prevedeva di ampliare (anche con strutture sotterranee) il parcheggio di piazza Battisti, con l’aggiunta di 284 posti auto, e quello di via Brass a fianco della scuola superiore, con un centinaio di ulteriori stalli. In totale quindi erano previsti intorno al centro cittadino circa 800 nuovi posti auto di compensazione, ma non ne è stato realizzato nessuno.

È vero che il piano del traffico del 2004 immaginava la perdita di qualche decina di posteggi per la creazione di nuove piste ciclabili che poi non sono state realizzate, ma quel piano non aveva previsto la pedonalizzazione di Corso Verdi, che si è mangiata un bel po’ di stalli. Andando dal centro cittadino verso la stazione ferroviaria, il piano del 2004 prevedeva 273 stalli in più in via Manzoni, tramite un parcheggio multipiano mai nato; in via Mascagni avrebbero dovuto sorgere nuovi 197 posti auto, di cui non v’è traccia; ben 155 automobili avrebbero dovuto trovare posto vicino alla stazione, nell’ex deposito dei tram in via di Manzano, che invece è ancora in stato di abbandono. Anche in questo caso, i parcheggi mancanti sono numerosissimi, molto superiori a quelli che si sono conservati evitando di costruire la pista ciclabile in un lato della carreggiata di Corso Italia, che secondo il piano del 2004 avrebbe cancellato una fila di stalli. In alcuni casi la mancata realizzazione dei parcheggi previsti è dovuta a motivi indipendenti dall’amministrazione comunale, che però ha la responsabilità di non aver trovato alcuna soluzione alternativa, e di aver quindi provocato un forte danno economico al commercio cittadino. All’inizio del 2013 ho chiesto con una mozione l’adozione di un nuovo organico piano della mobilità urbana, che prevedesse i parcheggi adeguati, ma nulla è successo. Forse il vero piano strategico di chi amministra Gorizia da quasi 10 anni punta allo svuotamento della città, in modo che nessuno possa turbare il letargo della Giunta.

Giuseppe Cingolani, capogruppo PD in Consiglio comunale