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Gorizia dice NO a nuovi muri

La mozione presentata dai gruppi di centrosinistra viene fatta propria dal Sindaco.
Il Consiglio comunale di Gorizia è contrario al ripristino di una barriera fisica sul confine tra Italia e Slovenia o a «forme di controlli confinari che rappresenterebbero un sostanziale arretramento rispetto all’attuale apertura e libero transito tra il goriziano e il territorio sloveno, incidendo in maniera significativa sulla vita quotidiana dei cittadini, inibendo il naturale sviluppo di amichevoli relazioni tra i due popoli, recando potenziali ingenti danni economici». La mozione, presentata da Marco Rossi del Partito Democratico e sostenuta dal resto del centrosinistra, era stata preparata nei giorni successivi alla grande manifestazione di piazza che il 5 luglio, in Transalpina, aveva visto cittadini di Gorizia e Nova Gorica manifestare per chiedere che il confine di Gorizia rimanesse aperto: erano i giorni in cui Salvini proponeva un muro sul confine con la Slovenia, e Fedriga lo appoggiava. 

«Salvini non è più ministro, ma Fedriga è ancora Presidente della Regione, e dunque la presa di posizione della città di Gorizia era ancora importante: ma soprattutto, fuor di polemica politica, era importante che la città più “europea” d’Italia, dopo essere stata divisa da un confine per decenni, trovasse l’occasione per ribadire la propria volontà di proseguire un percorso di cooperazione con i nostri vicini di Nova Gorica, un percorso che nessun confine dovrà mai poter ostacolare, nemmeno in futuro», commenta Marco Rossi, soddisfatto dell’accoglimento della mozione da parte del Sindaco.
«Il sindaco ci ha chiesto un emendamento alla mozione per accoglierla, chiedendo un impegno europeo a sostegno degli sforzi di Slovenia e Croazia per rendere effettiva l’area Schengen e i controlli sui suoi confini esterni: la Croazia si sta impegnando ad aderire a Schengen e l’europeizzazione del tema dei confini è assolutamente cruciale e quindi condivisibile».
«Soprattutto, la decisione presa nell’aula del Consiglio comunale ha ribadito un concetto: Gorizia non vuole più muri, e ha marginalizzato quei pochi consiglieri che, tra la Lega e Fratelli d’Italia, ancora guardano con nostalgia a quando Gorizia era divisa. Il futuro è un altro e sarebbe stato davvero surreale che una città che sta lavorando con Nova Gorica per la comune candidatura a Capitale europea della cultura non avesse adottato questa presa di posizione».

Il PD contro un nuovo muro sul confine

“Gorizia è la città simbolo dei confini che cadono: qui la città è stata per decenni drammaticamente ferita dal confine, che era fisico e tangibile, e per questo qui nel 2004 fu celebrato l’allargamento dell’Unione europea. Nel frattempo oggi la vita quotidiana di Gorizia e Nova Gorica, ma direi di molti isontini, si svolge semplicemente e tranquillamente di qua e di là del confine, la sola ipotesi che il regime di controlli e passaggi per le persone subisca una svolta all’indietro è surreale nella sua stupidità, colpirebbe immediatamente la vita quotidiana dei goriziani e va nettamente contrastata. Spero che in piazza ci sia tutta la città indipendentemente dalle appartenenze politiche. Non solo: i danni economici sarebbero incalcolabili e ricadrebbero sulle comunità di confine”. Lo ha affermato Marco Rossi, capogruppo del PD a Gorizia e Responsabile politiche europee e transfrontaliere del PD del Friuli Venezia Giulia, a margine della manifestazione di massa che, sulla Piazza della Transalpina a Gorizia, ha visto centinaia di persone manifestare contro l’ipotesi di un nuovo muro avanzata dalla Lega e dal ministro Salvini.

Stanziati i 5 milioni per collegare la rete ferroviaria tra le due Gorizie

Un progetto fondamentale per dotare Gorizia di infrastrutture fondamentali. Un progetto su cui arrivano rassicurazioni che ci fanno ben sperare, ma che una nuova amministrazione comunale dovrà portare avanti, perché gli effetti di 10 anni di immobilismo sulla città sono davanti agli occhi di tutti. Sosteniamo Roberto Collini – Sindaco!