Gli iscritti del circolo del PD di Gorizia esprimono la convinzione che non esista un solo motivo razionale per dividere il Partito Democratico. Sarebbe una scelta irresponsabile che gli iscritti e la stragrande maggioranza degli elettori non comprenderebbe.
Dividere un partito che governa città, regioni e che guida l’Italia, un partito impegnato in difficili campagne elettorali in molte città, tra cui la nostra, Gorizia, significa consegnare il Paese ad una destra con le sue pulsioni xenofobe o al Movimento 5stelle che cavalca malumori, rabbia ed esasperazione. I danni che ne deriverebbero sono sotto gli occhi di tutti.
Chi ha provocato lotte interne senza saper trovare una sintesi ne porterà la responsabilità. Gli iscritti e gli elettori non sono stati coinvolti né sembrano interessati ma solo smarriti.
Sono stati in silenzio, ma Renzi, Bersani e D’Alema farebbero bene a non scambiare quel silenzio per assenso, quel silenzio è invece pieno di preoccupazione, di angoscia, di smarrimento.
“Farebbero bene a non calcolare possibili vantaggi elettorali contando su quelle donne e quegli uomini, perché molti di loro non li seguiranno, né da una parte né dall’altra. E a nessuno interesserà il rimpallo delle accuse”.
Non vincerà questa sfida chi punterà i piedi ma chi sarà capace di un gesto di apertura, di generosità e di composizione.
“Lasciate stare le vostre aritmetiche e aprite gli occhi, guardatevi in giro, uscite di casa, alzatevi da quei tavoli su cui fate strategie perdenti e mettetevi in ascolto”. Andate a fare un giro per le città, parlate, chiedete, andate a sentire cosa pensa la gente nostra di voi e delle vostre baruffe.
Basterebbe un’ora per capire e per rinsavire.
Voi, dirigenti al massimo livello del PD, avete il compito non di dividere, non di creare altri partiti. La sinistra ha avuto decine di scissioni. Tutti partitini oggi spariti o irrilevanti. Voi siete stati da noi eletti per creare e mantenere una forza contrassegnata dal pluralismo e dal rispetto reciproco. Voi dovete difendere il governo che è un governo del Partito Democratico.
Spetta al Segretario il compito di tenere unito il suo partito, è lui che deve farsi carico delle esigenze di un grande movimento in cui devono coesistere sensibilità diverse. È lui che deve essere capace di rappresentare le diverse culture presenti nel Pd. È il segretario del partito che ha l’onere di trovare in prima istanza una soluzione che rimetta i democratici in condizione di essere vincenti e di rappresentare un punto di riferimento culturale e sociale per il Paese.
Spetta alla minoranza mostrare la capacità politica di non arroccarsi dietro la rigidità delle richieste, di non essere accecata dalla voglia di una resa dei conti finale, di non vedere nel segretario un corpo estraneo.
