#Lavoro #Sanità #Sociale #Comunità

#Lavoro #Sanità #Sociale #Comunità

#Ambiente #Isonzo #Gorizia

#Ambiente #Isonzo #Gorizia

«Fusione mancata? È il flop del fai da te»

Pubblichiamo l’articolo di oggi sul tema della fusione SDAG-Aeroporto-Consorzio Industriale (Il Piccolo, di Marco Bisiach).

L’unica vera scelta razionale e funzionale è quella di costituire un unico consorzio industriale dell’Isontino». Ne è convinto il consigliere regionale del Pd Diego Moretti (in foto), che interviene sul caso del parere contrario dell’Enac alla creazione del consorzio tutto goriziano criticando il «dilettantismo amministrativo e politico del duo Romoli-Pettarin, i quali, prima di chiedere al Consiglio regionale la modifica normativa alla LR 3/2015 poi introdotta con la LR 21/2017, non hanno avuto nemmeno l’accortezza di verificare con l’Enac la fattibilità tecnico-giuridica della modifica». «L’unica scelta possibile è allora quella del consorzio dell’Isontino, che il Comune di Gorizia non ha mai voluto perseguire – prosegue Moretti -. Una proposta che il centrosinistra fece già ai primi anni Duemila, e che il centrodestra goriziano ha sempre respinto, dimostrando bieca miopia politica e amministrativa. Che questa sia la volta buona per un unico consorzio? Lo spero, ma non ne sono sicuro: in ogni caso, meglio tardi che mai». di Marco Bisiach«La fusione doveva diventare, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, lo strumento di rilancio dell’economia goriziana. Nella realtà dei fatti si sta rivelando, invece, l’ennesimo flop di una politica dell’improvvisazione e del “fai da te” che accompagna la città in un inesorabile declino». Il centrosinistra in Consiglio comunale attacca compatto, attraverso le parole di Roberto Collini, sulla questione del tramonto della fusione tra la società di gestione dell’aeroporto Duca d’Aosta, la Sdag e il Consorzio industriale, sancito dal parere negativo sull’operazione espresso dall’Enac. Dai banchi dell’opposizione ricordano di aver più volte in passato avanzato dei dubbi sulla scelta strategica condotta dalla giunta Romoli, prima, e portata avanti poi da quella Ziberna, e parlano di una gestione non trasparente dell’intera questione. Il casting per la nuova serie della Corrida, la trasmissione dei “dilettanti allo sbaraglio” , è quasi completato – punge Collini, in una nota condivisa di Percorsi Goriziani, Pd, Cento Sogni-Ssk e Gorizia è tua – Ma prepariamoci, serenamente, a qualche sorpresa perché le maldestre pensate del centrodestra goriziano, nel ricercare soluzioni ad una crisi più evidente che mai, non si sono certamente esaurite. È l’ironico e amaro commento che sorge di fronte alla notizia della bocciatura da parte dell’Enac del progetto di fusione della Consortile per l’aeroporto Duca d’Aosta con la Sdag e il Consorzio zona industriale. Un progetto dai contorni, ma anche dai contenuti, sempre fumosi, che i vertici di queste realtà, sotto la regia delle amministrazioni comunali non hanno mai reso trasparente come da noi richiesto in Consiglio». Valutazioni alle quali si accoda il capogruppo del Partito democratico Marco Rossi. Ricordando la gestione «pressapochista» di un’amministrazione che fino a poche settimane fa parlava di una fusione a tre ormai assodata, e guardando alle occasioni perse pure sul fronte occupazionale. «I presupposti giuridici dell’operazione andavano verificati e chiariti per tempo – dice Rossi -. Quel che più spaventa è che, quando nei mesi scorsi dai banchi dell’opposizione lamentavamo la necessità di individuare un percorso di sviluppo e crescita aziendale per le realtà coinvolte, e in particolare la Sdag, con l’obiettivo di creare, in definitiva, nuovi posti di lavoro, ci veniva risposto che l’orizzonte immediato era la fusione e non serviva pensare ad altro. Il castello di carte è crollato, ma fino a ieri rappresentava l’unico orizzonte entro il quale l’amministrazione si muoveva, nonostante i ripetuti richiami dell’opposizione a non mancare di individuare, in contemporanea, anche nuove occasioni per far crescere l’attività delle società coinvolte. Se pensiamo a quanti posti di lavoro si potrebbero potenzialmente creare, è tanto più grave il tempo perso».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *