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Odg del Pd: «Niente privati nella società»

Ecco l’articolo di ieri con alcune osservazioni di Marco Rossi sul tema dell’Apt pubblica (l’articolo è tratto dal giornale Il Piccolo, scritto da Francesco Fain).


C’è un altro elemento. Assolutamente non secondario. L’Apt resterà pubblica. Merito del capogruppo Pd Marco Rossi che, in una seduta del Consiglio comunale di qualche tempo fa, ha presentato un ordine del giorno firmato dal resto dell’opposizione e fatto proprio dal sindaco in cui si impegna il Comune a «mantenere in mano pubblica» le quote dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale e urbano. Un risultato che il Pd saluta con soddisfazione tenuto anche conto dell’ampia convergenza che la proposta ha ricevuto in aula. Il Consiglio comunale era, infatti, chiamato a approvare l’acquisizione a titolo gratuito delle quote dell’Apt, il 51% complessivamente, prima di proprietà della Provincia e che, nell’ambito del piano di liquidazione della ex Provincia, erano finite alla Regione: la quale le ha “girate”, appunto, ai Comuni. A titolo gratuito.A conti fatti, il Comune di Gorizia diventa così proprietario del 12,8% delle azioni Apt ma, unitamente tutti i Comuni isontini che si dividono per quota proporzionale le azioni, saranno ora tutti insieme i principali azionisti di Apt così come prima avveniva per la Provincia.L’ordine del giorno accolto ha consentito di fare un passo avanti ulteriore perché ha “blindato” la proprietà pubblica dell’azienda, impegnando il Comune a non cedere le azioni ai privati.«La discussione mise in evidenza – ricorda Rossi – la preoccupazione di tutti circa la possibilità di “scalate” ostili da parte di soggetti privati: un fatto tanto più rilevante alla luce di quanto avvenuto a Pordenone con l’Atap. Il nostro intendimento è che il servizio pubblico resti tale: il trasporto pubblico ha necessità di una regia, appunto, pubblica che permetta di venire incontro in maniera efficace e rapida alle esigenze dei cittadini. Anzi, semmai si tratta di migliorare e potenziare il servizio in chiave transfrontaliera e nei confronti dei comuni vicini. Peraltro se alle quote ex Provincia aggiungiamo quelle dell’Iris a sua volta partecipata dai Comuni, si può dire che i Comuni controllino circa il 70% dell’azionariato. Non escluderei a questo punto che si possa arrivare ad una società interamente pubblica».

Fonte: ilpiccolo.geolocal.it | Autore: Francesco Fain (06 maggio 2018)

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