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Grazie agli oltre 700 votanti alle Primarie. Gorizia uno dei centri con maggiore affluenza

Centinaia anche le firme raccolte contro l’ipotesi di accorpamento del territorio goriziano a Trieste.

«Un grande risultato di democrazia e partecipazione: grazie ai 709 concittadini che hanno partecipato alle Primarie e con questo gesto hanno testimoniato la volontà di dare un’alternativa al Paese e di condividere ideali di democrazia e solidarietà», il segretario cittadino del Partito Democratico, Franco Perazza, non teme affatto di nascondere la sua felicità per l’ottimo risultato delle Primarie, che a Gorizia hanno fatto registrare uno dei picchi maggiori di affluenza: «è un segnale molto importante: l’affetto con il quale gli elettori hanno accolto i nostri volontari impegnati per ore ai seggi è stato un viatico e dimostra che in città, come in Regione e in tutta Italia, c’è un’onda nuova di voglia di esserci, di dimostrare di non aver paura». Particolarmente buona proprio l’affluenza: «Importante successo cittadino con un afflusso superiore a quello delle precedenti primarie: così travolgente e superiore alle più rosee aspettative al punto che abbiamo rischiato di rimanere a corto di schede per far votare i cittadini. Spesso siamo stati in affanno per le code di elettori che premevano per votare. Atmosfera gioiosa, composta, di determinazione, di senso di responsabilità. Presenza intergenerazionale, giovani e vecchi, famiglie con bambini: una grande festa!»

Questi i risultati definitivi a Gorizia città, dove il seggio unico allestito al Kulturni Dom di via Brass consentiva il voto ai residenti di Gorizia e di San Floriano del Collio – ma non sono mancati i votanti “fuori sede”, in particolare giovani studenti universitari – e dove si sono recati a votare in 709: 491 i voti per Zingaretti, 171 per Martina, 45 per Giachetti, 2 schede bianche. Centinaia le firme raccolte anche dalla petizione lanciata dal PD contro l’accorpamento del territorio provinciale a Trieste: «Grande risultato anche per l’avvio della raccolta firme contro le ipotesi di nuove aggregazioni amministrative fin qui formulate dalla Giunta regionale con la previsione della divisione della nostra regionale in due sole realtà: Trieste metropolitana e Grande Friuli. Un messaggio forte dei goriziani a Fedriga!».

«Ora – conclude Perazza – ci spetta una grande responsabilità per la fiducia che ci è stata dimostrata e per il compito che ci viene affidato con la vittoria di Zingaretti: mantenere unità del Partito, aprire un campo largo, in Italia e in città, rappresentare una reale possibile alternativa all’attuale governo gialloverde e alla destra cittadina, aggregare forze per una Europa più democratica»

Di seguito alcune foto delle Primarie, dalle votazioni allo scrutinio

Petizione per l’unità isontina: centinaia i firmatari

Il Partito Democratico ha avviato una raccolta firme a sostegno di una petizione per la tutela, la valorizzazione e l’unità del territorio isontino. Centinaia le firme raccolte a Gorizia nella sola giornata di ieri, 3 marzo, in occasione delle Primarie, e significativo l’interesse e il sostegno dei cittadini. Ecco il testo:

Documento allegato alla petizione per la tutela,
valorizzazione e unità del territorio isontino

Dopo l’approvazione unanime da parte del Consiglio regionale delle Province, l’organizzazione del Sistema delle Autonomie Locali è dal 2016 imperniata su Regione e Comuni.

La maggioranza regionale di centro-destra, dalle prime prese di posizione, vuole ripristinare enti intermedi elettivi (cd. “province speciali”) nell’ambito di un progetto non ancora formalizzato che prevede la costituzione di due o tre aree vaste – in luogo delle 4 storiche – che vedrebbero l’incorporazione del territorio dell’ex provincia di Gorizia (in tutto o in parte), a seconda delle ipotesi finora emerse, o nella ex provincia di Trieste oppure in un nuovo “grande Friuli”.

Tale disegno di una nuova geografia organizzazione istituzionale segnerebbe la fine della stessa unità regionale del Friuli Venezia Giulia, Regione nata nell’attuale forma grazie anche allo storico ruolo di equilibrio tra l’area giuliana e quella friulana svolto dall’isontino; tutte le ipotesi in campo determinerebbero quindi in maniera irreversibile la fine dell’autonomia politica e amministrativa del nostro territorio, aprendo la strada alla soppressione anche di numerose articolazioni periferiche dello Stato, con l’impoverimento dei servizi resi al cittadino ed un allontanamento della presenza delle istituzioni dal nostro territorio.

La riorganizzazione e divisione territoriale per mano dell’attuale Amministrazione regionale è già iniziato con l’annessione della sanità isontina nell’Azienda sanitaria universitaria di Trieste, avvenuta con l’approvazione della legge regionale n. 27/2018 (con il voto contrario delle forze politiche di centro-sinistra e di liste civiche), e continua con la proposta di sopprimere altri enti territoriali isontini, quale ad esempio l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale.

Con la presente petizione, si chiede al Presidente della Regione e a quello del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia di:

  • intraprendere tutte le iniziative possibili atte a valorizzare e a tutelare i confini territoriali isontini, nonché il patrimonio e le identità espresse all’interno di quest’area dall’insieme dei suoi comuni;
  • promuovere ogni iniziativa mirata a tutelare l’autonomia politica e amministrativa dell’Isontino;
  • coinvolgere, nel processo di nuova identificazione dell’autonomia isontina, TUTTE le amministrazioni comunali dell’area isontina attraverso un approccio che parta dal basso e consideri le specificità economiche, linguistiche e amministrative dell’area interessata.

 

Aeroporto: cosa sta succedendo?

GORIZIA – Cosa sta succedendo alla società consortile che gestisce l’Aeroporto Duca d’Aosta? L’interrogativo preoccupato è del capogruppo del PD in Consiglio comunale, Marco Rossi, che ha seguito da vicino la situazione dell’aeroporto di Gorizia negli ultimi mesi. «La società è salva grazie all’impegno trasversale di tutto il Consiglio comunale preso a dicembre, ma da allora le novità emergono quasi per caso o grazie a interrogazioni dei Consiglieri, mentre sarebbe necessaria ben altra trasparenza. Quasi per caso, dal sito del Comune e della società consortile, ho appreso del bando pubblicato il 6 febbraio, fino al 20 febbraio, per i nuovi addetti antincendio e un nuovo direttore. Il tutto mentre si attende quel nuovo Piano industriale che dovrebbe consentire la eventuale ricapitalizzazione della società e le risorse “promesse” (non si capisce bene come, quante e quando) dalla Regione».
«E che ne è del bando per un nuovo direttore? Non è chiaro e, a distanza di una decina di giorni dalla scadenza che, evidentemente, doveva essere particolarmente urgente visto che il bando è rimasto pubblicato per appena 14 giorni, non è pubblico l’esito dello stesso».
Il consigliere Rossi si dice preoccupato e chiede maggiore trasparenza: «Non vorrei che su tutta la vicenda piombi una sorta di catalessi che anticipi l’eutanasia dell’ennesimo importante patrimonio della nsotra città: perché troppe volte non si fa nulla per mesi fino a che è troppo tardi: non può e non deve succedere di nuovo! »
«La mia preoccupazione è circa l’effettivo impegno e le effettive prospettive di successo dell’azione di rilancio dell’aeroporto che tutto il Consiglio comunale ha auspicato a dicembre con una forte iniziativa partita proprio dai capigruppo. Serve un nuovo Piano industriale per l’aeroporto in tempi brevi, e serve garantire la continuità dell’attività aeroportuale e il “ripopolamento” degli hangar. Non da ultimo, servirebbe un maggiore coinvolgimento di tutto il mondo associativo che, anche in passato, ha svolto egregia attività sull’aeroporto e una maggiore trasparenza e informazione al Consiglio comunale».