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I lampioni del corso. Una mozione del PD: «Fermate l’ennesimo scempio sulla città!»

I lampioni del corso. Una mozione del PD:  «Fermate l’ennesimo scempio sulla città!»

I lampioni in via di sostituzione con un modello antiestetico, eppure la legge avrebbe permesso una deroga e il mantenimento di quelli storici.

L’ennesimo scempio ai danni del decoro nella nostra città. L’accusa, dei consiglieri del Partito Democratico, è riferita ai nuovi lampioni in corso di installazione sul corso Italia: «Assolutamente inestetici e completamenti avulsi dall’architettura e dallo stile dei corsi. Invece di percorrere la strada di un intervento su quelli esistenti, si è scelta la strada peggiore e inestetica».

«La realizzazione degli interventi di restyling dei corsi cittadini, e di qualunque spazio pubblico, deve rispettare dei canoni estetici, oltre che il valore storico artistico dei manufatti esistenti», sottolineano Rossi, Fasiolo, Peterin.

Il capogruppo del Pd, Rossi, ha già depositato in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale una mozione sottoscritta con il resto dell’opposizione dal titolo “Valorizzazione dei lampioni storici nella città di Gorizia”.

L’obiettivo della minoranza consiliare è triplice: in primo luogo, nell’ambito dei lavori preparatori del nuovo Piano regolatore e del nuovo Regolamento edilizio, introdurre norme di tutela del valore storico e architettonico dell’illuminazione pubblica volte a preservarne le caratteristiche, in secondo luogo censire l’illuminazione pubblica che presenta le caratteristiche valevoli di tutela come prevede il codice dei beni culturali per la trasmissione alla competente autorità per la verifica di interesse culturale; infine, impegnare l’Amministrazione comunale a considerare per il futuro metodologie di intervento sull’illuminazione pubblica che consentano di rispettare moderni standard ambientali e in particolare la Legge regionale 15 del 2007 sull’inquinamento luminoso, senza stravolgere la valenza storico-architettonica degli stessi impianti.

«Se si avesse davvero a cuore il prestigio della città, si troverebbe il modo di fermare i lavori e rivedere l’intervento, conservando i lampioni attuali magari con la sostituzione del punto luce, per metterlo a norma delle attuali leggi sull’inquinamento luminoso. Si è scelta irresponsabilmente una strada che danneggia l’immagine della città, il valore storico dei corsi, e questo proprio quando parliamo di “capitale europea della cultura”: un paradosso!», conclude Rossi.

La mozione dell’opposizione ricorda infatti che lo stesso Piano regolatore prevede la tutela particolare per i corsi cittadini: l’art. 34 delle Norme di attuazione del vigente Piano stabilisce infatti che «Per le aree e per gli elementi (viali alberati) costituenti il patrimonio della città, gli interventi devono essere finalizzati al mantenimento o alla riqualificazione dell’immagine storicamente consolidata e dello spazio pubblico». E lo stesso Codice dei beni culturali sottolinea come possano rivestire interesse culturale «le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico»; nel caso specifico dei lampioni del Corso Italia, poi, sono anche decorsi i 70 anni che rappresentano la soglia di tutela di immobili che presentano interesse storico, soglia per considerare vincolato un bene pubblico.

La stessa legge regionale 15 del 2007 ammette poi la deroga agli obblighi di messa a norma  «gli impianti di illuminazione inseriti in ambiti di elevato pregio storico, culturale e architettonico»: L’ingresso in città è caratterizzato  dall’elegante e   signorile lunga   fila di lampioni che incorniciano sobriamente il viale alberato di Corso Italia  .«Si poteva dunque e si doveva intervenire da subito per trovare una soluzione diversa e più rispettosa del principale viale della nostra città, tenendo conto di quegli aspetti di arredo storico culturali che la contraddistinguono e che vanno mantenuti, semmai  valorizzati e non smantellati.

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