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#Ambiente #Isonzo #Gorizia

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Steward? Non si dà la pubblica sicurezza in mano ai privati

I consiglieri comunali del PD: “Mossa sbagliata e inconsistente. Serve invece più prevenzione e più agenti di polizia locale”

«Una mossa di pura propaganda, fatta a spese dei contribuenti invece di fare veri interventi di prevenzione», è tranchant il giudizio del Partito Democratico nei confronti del progetto di assumere privatamente dei vigilantes per la sicurezza a Gorizia. «Abbiamo più volte richiamato l’attenzione sul tema sicurezza, quella vera, non quella fatta di slogan puerili. Un tema che significa presenza sul territorio e prevenzione».

«Non solo gli effettivi poteri di intervento di questi “vigilantes” sono tutti da verificare, come candidamente viene ammesso, e già questo non depone a favore della soluzione adottata, ma in questo caso la scelta ha il sapore della presa in giro nei confronti dei cittadini.

Si dovrebbero invece assumere un maggior numero di agenti di polizia locale, gli unici pienamente qualificati, riconosciuti dai cittadini, e della cui professionalità e capacità non c’è alcun motivo di dubitare. Si va invece ad una sorta di privatizzazione della pubblica sicurezza: con quali garanzie per i cittadini? Il Partito Democratico è nettamente contrario a privatizzazione il settore sicurezza: «Poca chiarezza sulle effettive possibilità di intervento, per cui alla fine saranno sempre gli agenti di polizia locale o le forze dell’ordine a dover intervenire laddove si presentino effettive situazioni di pericolo. Il rischio è di buttare al macero, sull’onda della propaganda, e per un’operazione meramente di facciata, i soldi degli onesti contribuenti, che potrebbero essere spesi ben meglio».

A fine luglio in Consiglio comunale il Partito Democratico ha infatti sollecitato l’Amministrazione comunale a sfruttare pienamente le possibilità offerte dal bando regionale previsto dal Piano Sicurezza, un bando che da diversi anni consente ai Comuni di realizzare progetti di prevenzione in materia di contrasto ai fenomeni di bullismo, vandalismo, abuso di alcool e uso di droghe, da realizzare anche nelle scuole o nei luoghi  di aggregazione giovanile; prevenzione e difesa da furti, rapine, truffe e raggiri e truffe informatiche; prevenzione del rischio di violenza sulle donne e sui minori, individuazione di forme di abuso sommerso e molto altro ancora. E ciò anche attraverso con il coinvolgimento di soggetti quali ad esempio istituzioni, associazioni di volontariato, associazioni di categoria, ecc. anche in collaborazione con “osservatori privilegiati” del territorio insegnanti, medici, psicologi, esercenti, ecc.

Attendiamo quindi meno propaganda elettorale e più iniziative che non sperperino i denari dei contribuenti: la sicurezza è cosa seria.

Marco Rossi, Adriana Fasiolo, David Peterin

Consiglieri comunali del Partito Democratico

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