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Centraline idroelettriche: il PD dalla parte dell’ambiente

Il Partito Democratico di Gorizia si è attivato per la salvaguardia del fiume Isonzo, rispetto all’eventualità della realizzazione di una serie di nuove centraline idroelettriche (ben 5 quelle richieste) tutte sul tratto tra Campagnuzza e Ponte del Torrione, un tratto già fortemente antropizzato. Lo ha fatto attraverso un documento preciso e circostanziato, elaborato dalla Segreteria cittadina del PD e depositato formalmente dai consiglieri comunali lo scorso 18 giugno, che trovate qui in PDF. Già a maggio il PD aveva chiesto, insieme ad altre forze d’opposizione, che l’esame degli iter autorizzativi delle centraline fosse posto all’ordine del giorno delle Commissioni comunali Ambiente e Urbanistica, finalmente convocate grazie alla richiesta presentata.

Di seguito l’articolo comparso sul “Piccolo” di oggi 22 giugno.


Rossi, Perazza e Restaino: «Altro che Isonzo beach, il sindaco condanni lo sfruttamento idroelettrico». Le 5 centraline sul fiume preoccupano il Pd.

Occuparsi seriamente di alcuni progetti che gravitano sull’Isonzo, evitare l’inerzia e pensare meno a proposte ipotetiche come quella di “Isonzo Beach”. Questi i consigli del Pd di Gorizia (Marco Rossi, Franco Perazza, Angiola Restaino) all’amministrazione comunale, dopo aver appreso che a Ziberna non spiacerebbe l’idea di un parco di Piuma trasformato in spiaggia, con possibilità di balneazione nel fiume e lettini. «I “faremo” del sindaco si susseguono al ritmo di uno al giorno. Quello del 12 giugno scorso si intitola “Isonzo Beach” e consiste nella richiesta di cessione della competenza sul fiume Isonzo e sulle sue sponde al Comune da parte della Regione, ai fini di un utilizzo ricettivo e ricreativo del parco di Piuma. Non vogliamo entrare nel merito del progetto, ma richiamare l’attenzione sulla questione delle 5 centraline per lo sfruttamento idroelettrico delle acque, oggetto di discussione nella recente riunione della commissione Ambiente. L’inerzia e le inadempienze del Comune emerse in quella circostanze – avverte il Pd – potrebbero vanificare ogni proposta di “riappropriazione” del fiume. Sono infatti pendenti in Regione 5 iter autorizzativi per altrettanti impianti per lo sfruttamento idroelettrico delle acque del fiume Isonzo nel suo tratto goriziano».Esaminata la documentazione, gli esponenti del Pd hanno rilevato che i progetti risultano incompatibili con il Piano regolatore del Comune, nonché con il progetto pilota “Creazione di un parco transfrontaliero sull’Isonzo-Soca”, realizzato nell’ambito del Gect. I pareri già inviati dall’amministrazione comunale nella fase di “screening” per la Valutazione di impatto ambientale e l’unico parere inviato nella fase di Via con riferimento al progetto “Aesontium” sottolineerebbero tale incompatibilità. «Ciò nonostante, l’amministrazione non si è attivata nei giusti termini nei confronti di tutti i progetti presentati. Le richieste presentate da Domus Brenta srl e Consorzio di bonifica Pianura isontina, infatti, hanno ottenuto un parere di Via e una delibera autorizzativa della giunta regionale, mentre per due richieste la procedura Via è in corso e per una non è stata avviata».Di conseguenza, gli esponenti Pd hanno sollecitato l’amministrazione ad avviare con urgenza un ricorso al Tribunale supremo delle acque entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera, termine ancora aperto per l’impianto Aesontium, e hanno espresso contrarietà rispetto alla mancata presentazione del ricorso contro l’impianto “VIII agosto”. Il Pd locale fa anche notare che il progetto per il parco naturale proposto dal Gect prevede una prospettiva di sviluppo del’Isonzo antitetica rispetto allo scenario che verrebbe a delinearsi con l’autorizzazione di impianti idroelettrici, il cui impatto aggraverebbe l’erosione della sponda destra del fiume a danno di terreni e abitazioni, già ora compromessi. (e.m.)

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