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Aeroporto: cosa sta succedendo?

GORIZIA – Cosa sta succedendo alla società consortile che gestisce l’Aeroporto Duca d’Aosta? L’interrogativo preoccupato è del capogruppo del PD in Consiglio comunale, Marco Rossi, che ha seguito da vicino la situazione dell’aeroporto di Gorizia negli ultimi mesi. «La società è salva grazie all’impegno trasversale di tutto il Consiglio comunale preso a dicembre, ma da allora le novità emergono quasi per caso o grazie a interrogazioni dei Consiglieri, mentre sarebbe necessaria ben altra trasparenza. Quasi per caso, dal sito del Comune e della società consortile, ho appreso del bando pubblicato il 6 febbraio, fino al 20 febbraio, per i nuovi addetti antincendio e un nuovo direttore. Il tutto mentre si attende quel nuovo Piano industriale che dovrebbe consentire la eventuale ricapitalizzazione della società e le risorse “promesse” (non si capisce bene come, quante e quando) dalla Regione».
«E che ne è del bando per un nuovo direttore? Non è chiaro e, a distanza di una decina di giorni dalla scadenza che, evidentemente, doveva essere particolarmente urgente visto che il bando è rimasto pubblicato per appena 14 giorni, non è pubblico l’esito dello stesso».
Il consigliere Rossi si dice preoccupato e chiede maggiore trasparenza: «Non vorrei che su tutta la vicenda piombi una sorta di catalessi che anticipi l’eutanasia dell’ennesimo importante patrimonio della nsotra città: perché troppe volte non si fa nulla per mesi fino a che è troppo tardi: non può e non deve succedere di nuovo! »
«La mia preoccupazione è circa l’effettivo impegno e le effettive prospettive di successo dell’azione di rilancio dell’aeroporto che tutto il Consiglio comunale ha auspicato a dicembre con una forte iniziativa partita proprio dai capigruppo. Serve un nuovo Piano industriale per l’aeroporto in tempi brevi, e serve garantire la continuità dell’attività aeroportuale e il “ripopolamento” degli hangar. Non da ultimo, servirebbe un maggiore coinvolgimento di tutto il mondo associativo che, anche in passato, ha svolto egregia attività sull’aeroporto e una maggiore trasparenza e informazione al Consiglio comunale».

Aeroporto: responsabilità politiche gravi vanno accertate

Il Consiglio comunale condurrà un’inchiesta: passa mozione Rossi-Bandelj

«Non è accettabile che una società, in appena venti mesi, passi dall’ottenere la concessione per la gestione dell’aeroporto Duca d’Aosta – tra mille proclami e aspettative – all’essere sulla soglia del portare i libri in tribunale. Non si può passare in così breve tempo dallo stare “benissimo” allo stare “malissimo”. Le responsabilità politiche e gestionali vanno accertate», lo ha chiesto chiaramente il consigliere Marco Rossi del Partito Democratico.

«Desidero esprimere il ringraziamento all’operato del presidente della consortile Silli, che non solo sta facendo il massimo possibile ma ha correttamente informato il Consiglio della situazione effettiva della società. Il tema, pesantissimo a mio avviso, è però come si sia arrivati, in precedenza, a questa situazione, dove sia stata la politica e chi doveva vigilare. C’è stata un’enorme superficialità gestionale. Basti pensare che si sono svolte Assemblee della società il 19 settembre, il 25 aprile, due Commissioni il 7 novembre e il 19 novembre. La situazione della consortile quindi non è nota da ieri o l’altro ieri, ma la sua gravità doveva essere ben nota alla Giunta da diversi mesi. Quel che è più grave, doveva essere ben nota a chi, prima dell’attuale assessore Obizzi, ricopriva il referato al bilancio ed evidentemente non ha saputo gestire a dovere la situazione, ovvero l’attuale parlamentare Pettarin», accusa Rossi.

Ma come si è potuti arrivare all’attuale crisi tale da ipotizzare la liquidazione dell’aeroporto? «Ci è stato detto che i Consigli d’amministrazione succedutisi alla guida della consortile sono stati tutti di provata capacità manageriale. Allora delle due l’una: o ad avere avuto scarsa capacità sono state le due giunte comunali succedutesi, oppure le basi del piano industriale dell’aeroporto erano deficitarie sin dall’inizio».
«Se così fosse, allora i proclami di questi anni da parte delle due giunte di centrodestra succedutesi, Romoli e Ziberna, sarebbero state parole al vento, utili a fini propagandistici – varrebbe la pena ricordare che l’aeroporto fu riaperto ad aprile 2017 in piena campagna elettorale – ma totalmente vuote. Vogliamo ricordare tutti i vari investitori – annunciati da queste Giunte – comparsi giusto il tempo di qualche foto e poi volatilizzatisi senza lasciare traccia? Trovo che sia stato un comportamento assolutamente inaccettabile e irresponsabile»

La mozione. La mozione per avviare un’indagine da parte del Consiglio comunale sulle cause del dissesto della Società consortile che ha in concessione l’aeroporto Duca d’Aosta passa all’unanimità (solo 2 astenuti). Presentata in aula dal capogruppo PD Marco Rossi e scritta a quattro mani con il collega Walter Bandelj dell’Unione slovena, sottoscritta dal resto dell’opposizione, la mozione incontra il sostegno di tutto il Consiglio comunale, maggioranza compresa. «Senza la necessità di istituire una commissione ad hoc – e quindi senza oneri ulteriori -, abbiamo dato un mandato preciso alla Commissione partecipate coordinata dal consigliere Ciotta, commissione che ha già svolto un egregio lavoro in queste settimane permettendo di svelare la situazione della società consortile: ora il lavoro deve proseguire accertando chiaramente come si è arrivati a questa situazione. L’ordine del giorno prevede che venga predisposta una relazione al Consiglio comunale entro il 31 marzo».

Aeroporto Duca d’Aosta: nessuna risposta in Consiglio, l’opposizione chiede una commissione ad hoc

Nella seduta consiliare di martedì sera in occasione dell’avvio della discussione sul bilancio consuntivo del Comune, il capogruppo PD Marco Rossi aveva richiesto alla Giunta di sapere cosa intendesse fare ora che l’ipotesi di fusione tra la società consortile Aeroporto Duca d’Aosta e SDAG e Consorzio industriale è tramontata per lo “stop” imposto da ENAC; di sapere che indirizzi la Giunta intendesse fornire ai nuovi vertici che dovrebbe nominare (forse) entro giugno. Se vi è, in sostanza, qualche ipotesi concreta per una “via d’uscita” dalla situazione in cui ci si è infilati: intanto infatti l’attività aeroportuale è ai minimi, molto inferiore a quella che vi era quando l’aeroporto era gestito da un’associazione. Sono pochissimi gli aerei presenti, molti meno che in passato, molto inferiori di numero (purtroppo) anche i voli di turismo. Il progetto di rilancio non sembra, pertanto decollare: va ribadito che sul rilancio dell’aeroporto si può dire che l’intera politica e l’intera città attendesse un esito positivo delle progettualità messe in atto, pur nello scetticismo rispetto ad un progetto di difficile sostenibilità, ora però va preso atto che va individuata una strada diversa.
Il progetto di polo aeronautico industriale, che il PD condivide, non sembra decollare. Eppure è forse l’unico modo per coniugare attività aeroportuale e posti di lavoro. Insomma: che vogliamo fare? Lasciamo morire l’aeroporto nell’inedia?
Dalla Giunta non è pervenuta nell’aula del Consiglio comunale alcuna risposta. I goriziani continuano a non sapere. “Inizio a temere – spiega Rossi – che l’amministrazione non sappia cosa fare e navighi a vista”.
I consiglieri PD Rossi, Peterin, Fasiolo hanno quindi depositato, con i colleghi di opposizione (Collini, Bandelj, Tucci), una richiesta di convocazione della Commissione Bilancio e Partecipate, sperando che, almeno in tale occasione, si possa finalmente sapere che cosa intende fare la Giunta.