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Livello del welfare e Giunta Romoli: Franco Perazza sul Piccolo di oggi

Pubblichiamo qui sotto il testo dell’articolo de Il Piccolo di oggi [p. 18]:

«Il livello di welfare garantito attualmente dalla nostra amministrazione comunale? Abbastanza scadente, considerato che la principale azione dell’assessore comunale al Welfare pare essere quella di polemizzare sull’assetto dei servizi sanitari, di non approvare il Pal della nostra Azienda sanitaria, di non firmare protocolli con le organizzazioni sindacali dei pensionati colpevoli di sostenere la riforma sanitaria regionale, e di agire ben poco e con idee poco chiare sul fronte degli interventi sociali di propria competenza». Franco Perazza, segretario comunale del Pd, utilizza le pagine di “GoriziaEuropa” per muovere un attacco senza precedenti a Silvana Romano, assessore comunale all’Assistenza. Ricorda le recenti affermazioni del primario del Pronto soccorso Barillari e delle Acli provinciali per operare una bocciatura senza se e senza ma delle politiche assistenziali comunali. «Pare che il nostro assessore non abbia mai sentito parlare di microaree, di proattività, di interventi di prossimità, di profilo di comunità sulla base del quale programmare iniziative e azioni preventive nei confronti delle persone fragili. E poi ci si meraviglia che non ci sono domande di aiuto. Invece di nascondere il vuoto progettuale dietro alle critiche alla riforma sanitaria regionale, Romano farebbe bene a sapere che bisogna praticare l’integrazione socio-sanitaria di competenza del Comune nell’idea che sono le istituzioni a doversi muovere verso il cittadino e non viceversa». (fra.fa.)

Priorità strategiche e azioni da realizzare nel nostro territorio per una sanità al servizio dei cittadini

Si pubblica l’ultima mozione presentata e votata nel Consiglio comunale del 30 gennaio dal Partito Democratico e da tutti i gruppi consiliari del centro sinistra sul tema dell’applicazione della riforma sanitaria.

Il Circolo del Partito Democratico di Gorizia esprime preoccupazione per le difficoltà e le lentezze legate all’applicazione della riforma sanitaria, che rischiano di vanificare e di rendere poco comprensibile ai cittadini la positività del suo impianto. Noi riteniamo che la riforma prevista dalla Legge 17/2014 sia positiva e importante per rispondere ai mutati bisogni di salute, per garantire la continuità delle cure tramite una medicina di prossimità, che superi la dicotomia ospedale-territorio.

Per questo motivo nel corso del Consiglio comunale di Gorizia del 30 gennaio scorso, il Gruppo del Partito Democratico, assieme a tutto il Centrosinistra, ha votato contro la mozione proposta dal Centrodestra. Quella mozione, passata a maggioranza con il voto di tutto il Centrodestra e dei Gruppo dei 5 Stelle, conteneva infatti un attacco politico strumentale nei confronti della Giunta regionale e della Legge 17/2014, ritenuta responsabile del depauperamento della sanità goriziana.

Le seguenti proposte, contenute nella mozione presentata e votata nel Consiglio comunale del 30 gennaio dal Partito democratico e da tutti i Gruppi consiliari del Centrosinistra, sono finalizzate a favorire la realizzazione del processo di riforma, stimolando e migliorando l’efficacia delle azioni dell’Azienda Sanitaria nel nostro territorio, al fine di rendere concreti e sperimentabili per i cittadini i benefici della riforma, in termini di risposte efficaci ai bisogni di salute, cosa che finora è avvenuta solo parzialmente.

Per questo il Circolo del Partito Democratico di Gorizia chiede che la Giunta Regionale, assieme alla Direzione dell’Azienda, dia una risposta chiara su ciascuno dei punti seguenti (molti dei quali sono già stati da noi proposti in passato alla Giunta e alla Direzione aziendale) entro la fine di marzo 2016.

Riteniamo infatti fondamentale, anche in vista delle prossime elezioni comunali, disinnescare l’attacco strumentale del Centrodestra nei confronti della riforma sanitaria, e presentare agli iscritti del Pd ed alla cittadinanza le risposte positive che la Giunta regionale riterrà di dare ai seguenti punti, la cui applicazione ci pare fondamentale per poter dare un giudizio positivo non solo su quanto previsto dalla Legge 14/2014, ma anche riguardo ai suoi frutti effettivi.

1. PRIORITÀ STRATEGICHE

1.1. garantire il diritto fondamentale alla salute, attraverso una sanità pubblica capace di rispondere ai bisogni di tutti i cittadini, anche delle fasce sociali più deboli e in difficoltà, con servizi di qualità, efficaci, agevolmente accessibili e rapidi;

1.2. sviluppare i servizi territoriali, in grado di fornire una vera assistenza domiciliare, per una Sanità focalizzata non solo sulla patologia acuta, ma sull’accompagnamento del cittadino lungo tutto l’arco della vita. Ogni taglio di servizi ospedalieri funzionanti, che non sia contemporaneo al potenziamento dei servizi territoriali e domiciliari, è un impoverimento dell’assistenza ai cittadini, e va respinto;

1.3. elaborare e presentare alla popolazione un progetto complessivo per l’Ospedale di Gorizia-Monfalcone, inserito in un’Azienda di 250mila abitanti e con una potenziale utenza transfrontaliera, che valorizzi le due sedi in modo equilibrato; ponendo fine a ogni taglio o trasferimento di servizi che prescinda da tale piano complessivo;

1.4. valorizzare i servizi di qualità e le funzioni di primo livello già presenti nelle due sedi ospedaliere, (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica, Urologia, Neurologia, Anestesia e Rianimazione, Gastroenterologia, Oncologia, Pneumologia, Pediatria, Oculistica, Otorinolaringoiatria), il cui mantenimento è previsto dalla Riforma sanitaria e confermato dalla DGR n. 2673/2014, alcuni dei quali possono diventare punti di riferimento aziendali e ampliare il bacino d’utenza tramite la collaborazione transfrontaliera;

1.5. attuare l’art. 16 della Riforma sanitaria, secondo cui “la progressiva integrazione dei servizi sanitari italiano e sloveno” è “indirizzo strategico della programmazione regionale”, per garantire: prestazioni facilmente accessibili, diminuzione delle liste d’attesa, un adeguato bacino d’utenza per i servizi;

1.6. considerare che i diversi aspetti dell’assistenza sanitaria sono strettamente collegati tra loro, e il potenziamento o l’indebolimento di alcuni di essi alla lunga ha delle conseguenze inevitabili sull’efficienza e la funzionalità degli altri (in quest’ottica sono proposti i seguenti punti);

2. PERSONALE E TEMPI D’ATTESA

2.1. Diminuire le liste d’attesa per le prestazioni e visite con impegnativa, in modo che siano concorrenziali con quelli assicurati dalla libera professione, non solo assicurando l’appropriatezza delle prescrizioni, ma estendendo (anche nei pomeriggi) gli orari di svolgimento degli esami diagnostici e delle visite ambulatoriali, fornendo il personale necessario. L’allungamento delle liste d’attesa è testimoniato anche dall’aumento significativo, tra il 2014 e il 2016, dell’acquisto di servizi sanitari per l’assistenza ospedaliera da privato.

2.2. Realizzare le opportune assunzioni di personale, sceso nell’AAS2 di ben 93 unità (di cui 24 medici) dal 31 dicembre 2014 (3.360 dipendenti) al 1 dicembre 2016 (3.267), con 48 operatori in meno per l’Ospedale di Gorizia-Monfalcone, a cui non ha corrisposto l’aumento di operatori territoriali, calati anch’essi significativamente (fonte: Piani Attuativi Locali).

2.3. L’Azienda provveda a sostituire con rapidità le figure professionali che vengono a mancare, secondo le regole della buona gestione del personale, per mantenere il livello dell’operatività e progettualità di servizi e funzioni presenti (sono numerosi i casi di lentezze, ad esempio nella sostituzione dei Primari).

3. SERVIZI TERRITORIALI

3.1. Aumentare il numero degli infermieri del Servizio Infermieristico Domiciliare, garantendo nell’assistenza domiciliare integrata un’organizzazione che faciliti agli utenti l’accesso al servizio (superare il problema della prenotazione dei prelievi tramite fax) e agli operatori il raggiungimento del luogo d’intervento, attraverso l’istituzione di una sede distaccata a Gorizia, per evitare inutili trasferimenti che sottraggono tempo agli interventi domiciliari. Sviluppare a Gorizia e nel resto del Distretto la presenza degli infermieri di comunità. Verificare la funzionalità del servizio di continuità assistenziale

3.2. Aumentare il numero dei fisioterapisti dedicati al territorio: oggi ci sono tre fisioterapisti in tutto per le per le Speciali Unità di Assistenza Protratta, l’RSA e tutte le prestazioni domiciliari di Gorizia. Anche il resto del Distretto è sguarnito.

3.3. Garantire in ciascun Distretto due medici per le cure palliative domiciliari, che operino in supporto al medico di medicina generale, assicurando anche la presenza (entro il 2018) di tutte le figure professionali già previste nella relativa DGR (psicologo, fisiatra , fisioterapista ecc.). Per favorire la domiciliarità, ripristinare l’erogazione di farmaci ospedalieri a domicilio, data la possibilità di somministrare gli stessi in ambito sanitario territoriale (nota esplicativa dell’Agenzia Italiana del Farmaco del 10/09/2015).

3.4. Non è chiaro perché non vi sia nell’AAS2 (250mila utenti) un centro HUB per la Terapia del dolore. Con  l’individuazione degli Spoke si realizzino ambulatori di terapia del dolore in ciascuna sede ospedaliera.

3.5  Potenziare le Equipes Territoriali per l’Età Evolutiva della Neuropsichiatria infantile, aumentando il numero degli psicologi, dei neuropsicomotricisti e mantenendo il numero minimo di 2 fisioterapisti per ognuna delle Equipe Distrettuali.

3.6. Consultorio: acquisire almeno un ulteriore psicologo, soprattutto in considerazione delle funzioni aggiunte (età evolutiva, supporto all’operato del Tribunale e delle Forze dell’ordine); coinvolgere il servizio consultoriale nel percorso nascita. Garantire una ginecologa donna, per favorire l’accesso di utenti adolescenti.

3.7. Dare al SERT un orientamento innovativo e maggiormente preventivo dei comportamenti di dipendenza, in particolare sui ragazzi, anche attraverso interventi informativi nelle scuole e l’aumento dell’orario di apertura dell’Ambulatorio. Assumere un assistente sociale per la sede di Gorizia (posto vacante per pensionamento).

3.8. Aumentare il numero effettivo di posti letto di RSA a Gorizia e trovare una sede adeguata per la RSA e per l’Hospice di Gorizia, attualmente collocate impropriamente all’interno dell’Ospedale (addirittura l’Hospice dentro il reparto di RSA) pur essendo servizi territoriali.

3.9. Centri di Assistenza Primaria: chiarire quali saranno le funzioni, gli strumenti diagnostici, il personale e gli specialisti a disposizione, oltre che la collocazione del CAP a Gorizia. Verificare la possibilità di collocare in un’unica sede a Gorizia i servizi distrettuali, il CAP, la RSA e l’Hospice, anche valorizzando una parte del patrimonio immobiliare dismesso ancora a disposizione.

3.10. Per facilitare l’accesso ai servizi, garantire: trasporto gratuito per non autosufficienti privi di mezzi propri per recarsi a visite specialistiche in altre sedi ospedaliere dell’AAS2; tariffe agevolate per anziani (tramite convenzioni con aziende di trasporto pubblico) per recarsi a visite specialistiche lontano dalla propria residenza; possibilità di ritirare presso uno qualsiasi dei 4 CUP aziendali i referti di prestazioni effettuate nei diversi presidi aziendali.

3.11. Avviare esperienze di “Microaree“, già sperimentate altrove in regione: contesti corrispondenti all’incirca al territorio di un quartiere, entro cui un incaricato del Distretto abbia il compito di integrare il settore sanitario con quello sociale, coordinando i diversi soggetti che intervengono sulle stesse persone (medici, servizi sociali, cooperative, associazionismo, volontariato), identificando meglio i problemi di salute e promuovendo la domiciliarità degli interventi, l’equità nell’accesso alle cure, l’autonomia delle persone vulnerabili, supportando anche iniziative di autoaiuto, mirando a sviluppare tutte le dimensioni della salute e del benessere.

3.12. Istituire la Struttura operativa Semplice per “Disabilità adulti” all’interno della SOC “Età evolutiva, famiglia e disabilità”.

3.13. Sviluppare l’accessibilità all’assistenza medica primaria, favorendo l’aumento degli orari di apertura degli studi medici, la medicina di iniziativa volta alla prevenzione, la formazione dei medici di medicina generale, garantendo la funzionalità del servizio di continuità assistenziale (medici di guardia).

4. SERVIZI OSPEDALIERI

4.1. Il PAL 2017 prevede la “Redazione di uno studio di fattibilità per la concentrazione delle urgenze chirurgiche ed ortopediche in una delle sedi di ciascuno dei due presidi ospedalieri”, ma l’idea era già stata esclusa dalla  DGR n. 2673/2014 sugli “Standard per l’assistenza primaria e ospedaliera”, e va quindi respinta. È invece opportuno puntare su un’equa ed efficiente differenziazione della tipologia di interventi “programmati” nelle due sedi.

Il trasferimento di tutte le urgenze in un’unica sede metterebbe in questione nell’altra sede la struttura di anestesia e rianimazione, il servizio trasfusionale e laboratoristico H24, il Pronto Soccorso, con un risparmio minimo, dato che in entrambe le sedi resterebbe l’equipe chirurgica di pronta reperibilità per gli interventi programmati.

4.2. Anatomia Patologica: pur sotto la direzione di Trieste, garantire nell’Ospedale di Gorizia-Monfalcone l’attività di routine e lo svolgimento degli esami istologici estemporanei, con attrezzatura e personale adeguati, per non intasare il Centro di Trieste e non allungare i tempi di refertazione.

4.3. Garantire a Gorizia l’unica Unità di Terapia Intensiva Cardiologica prevista dalla DGR 2673/2014, con 6 posti letto e la presenza di un cardiologo sulle 24 ore.

4.4. Potenziare immediatamente con almeno un medico il Pronto Soccorso di Gorizia, per cause diverse sotto organico di due medici e senza primario da oltre un anno.

4.5. Prevedere l’apertura dell’ambulatorio pediatrico a Gorizia 24 ore al giorno, con un adeguato livello di prestazioni e strumentazioni.

4.6. Riabilitazione: attivare la Struttura Operativa Complessa prevista dalla DGR 929/2015 per realizzare un piano riabilitativo territoriale e ospedaliero integrati, chiarendo la collocazione dei 36 posti letti (più i 6 di Day Hospital) previsti nella DGR n. 2673/2014.

4.7. Istituire, secondo quanto previsto nella DGR 1437/2015, la seconda Struttura Complessa di Oncologia aziendale nel presidio ospedaliero di Gorizia-Monfalcone.

4.8. Coerentemente  con quanto previsto dalla DRG 929/2015, sull’istituzione delle Strutture Operative Semplici:

Dermatologia, essendo funzione ospedaliera unica per i quattro presidi aziendali, in cui è presente il Centro di Malattie Sessualmente Trasmesse, venga riconosciuta come SOS aziendale, fornendola dei posti posti letto in Day Hospital previsti dalla DRG 2673/2014. Il Centro Malattie Sessualmente Trasmesse, che è già uno degli 11 centri a valenza nazionale, sia riconosciuto anche come centro di riferimento regionale;

Nefrologia e Dialisi, punto di eccellenza per la percentuale di dialisi peritoneale, diventi SOS facente riferimento alla SOC di Palmanova, tenuto conto anche dell’incremento, nel 2016, degli accessi (da 185 a 207) e delle prestazioni ambulatoriali (da 7.304 a 7.561) nell’ospedale di Gorizia.

4.9. Per la qualità del servizio e il volume di attività, istituire la Struttura Operativa Semplice di Senologia.

4.10. Sviluppare a breve termine l’integrazione transfrontaliera con progetti sulle seguenti funzioni e servizi:

– dermatologia, diagnostica per immagini, cure palliative, senologia, cardiologia, odontostomatologia per disabili;

– accordo per indirizzare sull’Ospedale di Sempeter le urgenze di ostetricia-ginecologia, pediatria, microchirurgia; semplificazione delle procedure e aumentare l’informazione per accedere al parto a Sempeter.

4.11. Pneumologia: garantire continuità e sviluppo dell’attività della SOS aziendale, con sede principale a Gorizia, che ha portato negli ultimi anni al miglioramento quantitativo e qualitativo dell’assistenza (aumento delle prestazioni, riduzione dell’ospedalizzazione per cronicità) per le patologie pneumo-polmonari comuni, compresa la diagnostica pneumo-oncologica.

4.12. Garantire la continuità del servizio d’eccellenza di Urologia a Gorizia, considerando anche che è l’unica SOC urologica dell’Azienda.

 Il Presidente dell’Assemblea – Marco Rota

                                                      Il Segretario del Circolo – Franco Perazza

                                                      Il Capogruppo in Consiglio comunale – Giuseppe Cingolani

Rossi e Perazza: Sanità, obiettivi raggiunti grazie al pressing del PD

Il Partito Democratico rivendica gli obiettivi raggiunti sulla sanità, grazie al pressing esercitato in questi anni dal Partito Democratico, e non manca di attaccare il centrodestra e Romoli stesso. Lo fa nella giornata in cui l’assessore regionale alla sanità Maria Sandra Telesca illustra gli interventi previsti dalla Regione per la sanità isontina. “Dopo anni di attesa da parte dei cittadini, arriva il rafforzamento della rete delle cure palliative, così come la trombolisi che per anni è stata richiesta da operatori e cittadini per rafforzare l’ospedale di Gorizia, è ora da tempo realtà a Gorizia. Obiettivi raggiunti grazie al costruttivo pressing del PD, così come guardando al territorio isontino nel suo complesso l’avvenuta apertura di 2 Centri per l’assistenza primaria”.

“Garantire il diritto fondamentale alla salute, attraverso una sanità pubblica, capace di rispondere ai bisogni di tutti i cittadini, in particolare delle fasce più deboli e in difficoltà della società, attraverso servizi di qualità, efficaci, agevolmente accessibili e rapidi”, i segretari provinciale e cittadino del PD, Marco Rossi e Franco Perazza, ricordano gli obiettivi da raggiungere e rivendicano gli importanti risultati.

“Non possiamo invece mancare di ricordare che l’impoverimento della sanità goriziana trova responsabilità anche nel sindaco Romoli, a cominciare dall’allora scelta di acquisire il San Giovanni di Dio, che non ha mancato di rivelarsi nel corso degli anni sede inadeguata e limitante negli spazi. Come non ricordiamo grandi manifestazioni di protesta e battaglie da parte del centrodestra quando si iniziava la spoliazione dell’Ospedale di Gorizia trasferendo i reparti di Otorinolaringoiatria e di Oculistica che oggi si sarebbero rivelati anche preziosi elementi per la collaborazione transfrontaliera. E neppure quando veniva impedita la nascita del servizio di emodinamica che causò l’abbandono della città da parte dell’ ottimo primario cardiologo dott. Fontanelli”.